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Fine della corsa: vi preghiamo di scendere

giugno 9, 2008

Provate ad immaginare un enorme parco divertimenti, pieno di roller coaster volteggianti, colorati, vorticosi.
Bisogna sceglierne uno, ma bisogna sceglier bene. Ogni rollercoaster, infatti, non vi lascerà al punto di partenza, ma da tutta un’altra parte.
Immaginate una tredicenne dispersa nella folla, all’ombra di quelle macchine infernali e gigantesche, costretta a scegliere.
Intuisce che più le montagne russe che sceglierà son grandi, più lontano la porteranno.
Infine sceglie una macchina enorme, che ha fama di esser tremenda, mentre la folla attorno a lei la considera evidentemente una sventata. Sale da sola, come ha sempre fatto.

Una volta salita, non può che viversi. Ci si abitua, a quei movimenti nauseabondi, ai continui giri ed alle inaspettate svolte. Vede e sente ogni fibra di quel mostro che la fa roteare nell’aria. Arriva a capirlo, dopo aver esorcizzato la paura.
Comunque finisce. La fanno scendere, lontanissimo dal punto in cui era salita.

Ora, mentre ancora la testa le gira, guarda in alto a quella che era, ed è tuttora, considerata una macchina tremenda. Lo è, davvero.
Ma vederla dall’altro capo, dopo averla vissuta in quel modo, fa senso.
Ora lei si guarda attorno, deve scegliere di nuovo. Sceglierà.

E stavolta, almeno, non sarà sola.

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5 commenti leave one →
  1. giugno 9, 2008 1:19 pm

    Scegli senza farti troppe paranoie: è vero che siamo quello che scegliamo ma io sono convinto che siamo soprattutto quello che siamo.
    Sia che tu salga sulle montagne russe del lavoro che su quelle dell’università che su altre resterai sempre te stessa. Punta quindi sempre sulla tua crescita e sappi che, per chi vuole, c’è sempre modo di crescere qualsiasi sia la strada che si intraprende.

  2. sednonsatiata permalink
    giugno 9, 2008 1:29 pm

    E’ una strana sensazione, quella di questi giorni. Grazie… non dimenticherò ciò che mi hai detto oggi :)

  3. giugno 9, 2008 3:36 pm

    Avere il coraggio/possibilità di scegliere per se stessi non è cosa da poco.
    Rendersi conto magari di aver fatto una scelta sbagliata e avere il coraggio di cambiare lo è ancor di più.

  4. giugno 10, 2008 12:51 pm

    Guarda, l’unica cosa che posso dirti è che, provati i roller-coaster lavorativi, rimpiangi sempre più spesso che siano chiusi quelli scolastici.
    E lo fai per vari motivi: bisogno di non lasciarsi andare al tempo, difficoltà nell’accettare varie responsabilità, desiderio di tempi ormai passati… però ha ragione Alberto: se scegli sempre in coscienza e seguendo il tuo istinto, per tortuosa che sarà la corsa alla fine ti avrà lasciato qualcosa di importante. Comunque. E sarai cresciuta.
    In bocca al lupo di nuovo.
    Alessio.

  5. giugno 10, 2008 3:25 pm

    Passa tranquillamente tra il rumore e la fretta, e ricorda quanta pace può esserci nel silenzio.

    Finchè è possibile senza doverti abbassare, sii in buoni rapporti con tutte le persone. Dì la verità con calma e chiarezza; e ascolta gli altri, anche i noiosi e gli ignoranti; anche loro hanno una storia da raccontare.

    Evita le persone volgari ed aggressive; esse opprimono lo spirito. Se ti paragoni agli altri, corri il rischio di far crescere in te orgoglio e acredine, perchè sempre ci saranno persone più in alto o più in basso di te.

    Gioisci dei tuoi risultati così come dei tuoi progetti. Conserva l’interesse per il tuo lavoro, per quanto umile; è ciò che realmente possiedi per cambiare le sorti del tempo.

    Sii prudente nei tuoi affari, perchè il mondo è pieno di tranelli. Ma ciò non acciechi la tua capacità di distinguere la virtù; molte persone lottano per grandi ideali, e dovunque la vita è piena di eroismo.

    Sii te stesso. Soprattutto non fingere negli affetti e neppure sii cinico nell’amore; poichè a dispetto di tutte le aridità e disillusioni esso è perenne come l’erba.

    Accetta benevolmente gli ammaestramenti che derivano dall’età, lasciando con un sorriso sereno le cose della giovinezza. Coltiva la forza dello spirito per difenderti contro l’improvvisa sfortuna.

    Ma non tormentarti con l’immaginazione. Molte paure nascono dalla stanchezza e dalla solitudine. Al di là di una disciplina morale, sii tranquillo con te stesso.

    Tu sei un figlio dell’universo, non meno degli alberi e delle stelle; tu hai diritto ad essere quì. E che ti sia chiaro o no, non vi è dubbio che l’universo ti si stia schiudendo come dovrebbe.

    Perciò sii in pace con Dio, comunque tu Lo concepisca, e qualunque siano le tue lotte e le tue aspirazioni, conserva la pace nella tua anima pur nella rumorosa confusione della vita. Con tutti i suoi inganni, i lavori ingrati e i sogni infranti, è ancora un mondo stupendo.

    Fai attenzione.

    Cerca di essere felice!

    Datata 1692

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