Per pura curiosita’, ho provato a cercare “zingari rumeni” in Google. Quello che ho trovato mi ha stupito, sebbene sapessi che il clima non fosse proriamente tranquillo.
I primi tre risultati sono stati “Paura degli zingari?”, il secondo “Zingari, Romeni, non li vogliamo più… Anzi nò…”, mentre il terzo rimanda a una domanda su Yahoo Answers: “Perchè i rumeni nascono zingari??????????? – Yahoo! Answers”.
Credo che la signorina che risponde
“non è vero… i rumeni sono una cosa… i zingari non si chiamano rumeni ma rom
quindi sono due cose differenti
ti sembrano uguali perchè anno lo stesso tipo di pelle
tutto qua!!!”
sarebbe altrettanto incredula nell’apprendere che i rumeni hanno la carnagione chiara quanto lo sarebbe se sapesse che in Sudafrica ci sono persone dalla pelle bianca.
Ad ogni modo ha ragione, rom e rumeni sono due concetti differenti: peccato che sia tanto difficile farlo capire ai paesi occidentali. Ma non fa niente, del resto l’Occidente e’ alle prese con il problema “zingari” (che non chiamero’ mai piu’ “rom”) da pochi anni e generalmente l’atteggiamento nei loro confronti e’ stato oggetto di controversie nei popoli ospitanti.
In Romania, tuttavia, gli attriti etnici sono sempre esistiti, anche se spesso i rumeni hanno lasciato correre, animati da uno strano spirito umanitario: “Lasciamoli vivere, anche loro sono creature di Dio”.
Ma le situazioni cambiano e il periodo di crisi nera per la minoranza etnica piu’ fastidiosa del paese (gia’, perche’ ci sono anche minoranze tedesche, magiare, italiane…) e’ stato quello della Seconda Guerra Mondiale, quando Ion Antonescu fece sterminare circa 11.000 zingari.
Sebbene il dopoguerra abbia appianato la situazione, gli episodi di intolleranza non sono mancati. Parecchi anni fa una signorina francese in visita da conoscenti insegnanti rumeni pose la domanda: “Ma che cosa avete voi rumeni contro gli zingari?”
La risposta, di rara lungimiranza, e’ stata: “Signorina, che cosa sa lei degli zingari? Lo vedrete anche voi chi sono e di che pasta sono fatti.”
Forse anche per questo i rumeni vennero accusati di sciovinismo. Ma provate ad immaginare come si senta un critico letterario rumeno, plurilaureato, brillante pedagogo ed insegnante di letteratura quando si vede equiparato ad uno zingaro che nemmeno parla la sua lingua.
Bisogna rispolverare la differenza tra il concetto di “etnia” e quello di “popolo”. Diamo una mano, dunque, a chi ha qualche difficolta’ nel comprenderla.
Etnia = “Un gruppo etnico o etnia è una popolazione di esseri umani i cui membri si identificano in un comune ramo genealogico o in una stessa stirpe e differenziandosi dagli altri come un gruppo distinto. Gli individui hanno spesso in comune cultura, lingua, religione o anche caratteristiche fisiche dovute all’adattamento al territorio in cui il gruppo vive.”
Popolo = “Popolo può definire, in generale, un gruppo specifico di esseri umani accomunati da un sentimento durevole di appartenenza, possedendo o meno caratteristiche comuni quali lingua, cultura, religione o nazionalità (o etnia).”
Il popolo, dunque, e’ l’espressione pragmatica del superamento delle differenze etniche, caratterizzato dal sentimento di appartenenza. Ma questo esclude di fatto gli zingari dal popolo rumeno, che li vede come estranei.
Ma si tratta di un problema di antica data, le cui origini si perdono nella storia. Lo stesso termine “rom”, che mai piu’ usero’ per definire gli zingari e che essi stessi pretendono significhi “uomo” nella loro lingua, pare sia stato coniato durante un convegno internazionale degli zingari. E’ il termine con cui si sono autodefiniti, un termine che sia la popolazione rumena che quella romana avrebbe dovuto contestare. Ma non lo fecero, e questo si rivelo’ un grave errore. Ora, per chi non conosce la storia, rom e’ un’abbreviazione di romeno.
E proprio a causa di questo errore i passaporti dei cittadini sono stati cambiati: la cittadinanza non e’ piu’ indicata con la sigla ROM, bensi ROU (di Roumanie).
Non parlero’ troppo degli zingari usurai che entrano nelle case dei debitori pestando e violentando, non parlero’ dei mendicanti, dei ladri o di quei tre che gli agenti di polizia hanno fatto allontanare da me in tribunale.
Ci sono, come in ogni comunita’, anche coloro che lavorano e rispettano la legge. Ci sono gruppi che fabbricano diversi articoli artigianali di ottima qualita’. Anzi.
I veri zingari sembra siano particolarmente onesti e generosi. (Un aneddoto di famiglia vuole che uno dei miei nonni fosse chiamato a fare da padrino a un bimbo di zingari, e per questo sia stato onorato e molto ricompensato. Ma erano altri tempi.)
Oggi sono i piu’ temuti ed evitati dalla comunita’ rumena e non e’ possibile espellerli dal paese.
La Francia e’ stata un vero impero, colonizzando diverse aree dell’Africa. Ora alcuni abitanti di quelle regioni sono cittadini francesi: ebbene loro li hanno voluti, che ora se li tengano.
Ma nessuno ha chiamato gli zingari in Romania. Eppure bisogna tenerseli.






