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Genesi

gennaio 29, 2008

Si scrive per bisogno. Perchè è giusto, perchè l’informazione deve essere accessibile, perchè abbiamo il sacrosanto diritto di sapere.

Si è molto parlato, in questi ultimi anni, di problematiche sociali come la disoccupazione dei giovani, il problema degli immigrati clandestini ( e non!), la sempre peggiore preparazione scolastica degli studenti… Si è parlato. Ma di fatto non è stato fatto niente.

Nel giro di poche generazioni l’Italia è riuscita a produrre una massa di giovani dal carattere non ben definito, etica morale ambigua e livello culturale vergognoso.

Basti sapere che nel 2006 è stato effettuato il Pisa Test, test effettuato su studenti attorno all’età di 15 anni. L’Italia si è classificata al 38° posto, tra Portogallo ed Israele, ben lontana dalle più istruite Lituania, Lettonia, Repubblica Ceca, Repubblica Slovacca. 38° posto. Su 57.

Ma questi sono solo gli effetti. E sono tangibili, sono presenti nella vita di ogni giorno di ogni studente italiano o straniero che studia in Italia sperando di ottenere un riconoscimento utile per il futuro.
Impedimenti, assurde difficoltà burocratiche (inutili, nella maggior parte dei casi) che rendono faticosissime delle pratiche banali: si parte dai piccoli conflitti.
Quelli che gli studenti non hanno più voglia di affrontare, adagiati sul sogno di un ’68 ormai lontano, sulle speranze e visioni di vita di quei pionieri che ora sono loro genitori o loro insegnanti.
Gli stessi che ora ci nutrono di quella nauseabonda poltiglia insapore che loro chiamano istruzione.
Così lenta, così superficiale… così vuota.
Non solo, a questa apatia si aggiunge anche un massiccio bombardamento da parte dei media (tra cui spicca la televisione). Offrono “cose” con cui occupare la mente, immagini, discorsi, situazioni, realtà fittizia. E’ venuto a mancare un sano senso critico nei confronti di ciò che viene insegnato, proposto, inculcato nelle menti dei giovani. Non sono in grado nemmeno di distinguere tra ciò che è vero e ciò che è palesemente falso. Ma quel che più preoccupa è che non hanno nemmeno il desiderio di farlo!
Importano molto di più le attività pratiche da poco, senza nessuna attenzione allo sviluppo della capacità di analisi.

Ci sono, in questo panorama grigio, alcuni punti di luce. E’ vero, ma attorno ai pochissimi che spiccano vi è la massa amorfa che determina, di fatto, la media nazionale.

Quasi 2000 anni fa, un folle sperava di aver trovato il modo per formare una buona classe dirigente, adatta ad affiancare il princeps e limitarne gli eccessi. Le basi erano, come si può intuire, un’ottima educazione ed istruzione fin da bambini, per gettare delle solide basi morali in coloro che avrebbero poi dovuto governare.

Tutti ottimi propositi che sono stati persi di vista, preferendo sacrificare la qualità dell’insegnamento alla quantità di docenti da impiegare.

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