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“We are the illusion!”

febbraio 5, 2008

Confesso di aver creduto (ingenua…) che soltanto i più giovani ed inesperti potessero essere avvelenati dalla TV.
Pensavo che non colpisse i più esperti, navigati adulti, quelli che la TV l’han vista nascere. Mi sbagliavo.

Non molto tempo fa, prima che ogni famiglia avesse in casa uno di questi mostruosi apparecchi, era più difficile Vivere. Viversi, soprattutto, creare la propria realtà compensatoria.
Ogni essere umano anela a qualche cosa di superiore, migliore alla condizione in cui si trova. E’ normale, altrimenti non ci sarebbe progresso. Se i primi ominidi si fossero accontentati, forse ora sarebbero ancora in una caverna, dipingendo scene di caccia usando pigmenti naturali.
Ma il progresso c’è stato, è innegabile.
Una volta che le necessità primarie sono state garantite, si possono impiegare le energie per raggiungere un obiettivo superiore.

Quando, tuttavia, diventa difficoltoso gestire la realtà oggettiva, l’essere umano si crea una realtà compensatoria. A volte finisce addirittura per vivere esclusivamente quest’ultima, estraniandosi in quella che percepisce come uno stato sicuro, confortevole.
Le annoiate fanciulle dell’alta società di qualche secolo fa si dilettavano leggendo libri. Era l’unico sfogo che avevano.
Anche ora accade: le bambine che si vestono da principesse vivono in quella realtà, vivono in quel mondo.

Ma se i libri hanno costituito un mezzo per estraniarsi usando attivamente il pensiero, in questi ultimi decenni le cose sono leggermente cambiate.
Per comodità, per pigrizia… si preferisce accendere la TV.
Quello che il consumatore medio non riesce a capire è che ciò che viene sfornato dalla “scatola” non è tutto oro colato.
Se “l’hanno detto in TV”, lo si prende automaticamente per vero. Questo per quanto riguarda le notizie.

C’è dell’altro, tuttavia: i film e i telefilm.
Anche questi costituiscono una fuga dal mondo reale, per chi ne usufruisce. La qualità media del prodotto è calata a picco negli ultimi anni, proponendo così modelli presi come veri.
Un esempio per tutti: un bambino di 6 anni, riempito di film d’azione, ha un giorno sottratto l’arma da fuoco (regolarmente registrata, del resto) del padre ed ha ucciso la nonna.
Era solo un gioco, no?
Come si può spiegare a un bambino la differenza tra mondo “reale” e “finzione”? Visivamente non ci sono differenze.

Trovo tuttavia che sia inammissibile che gli adulti si lascino ingannare tanto facilmente. Non vivono più le loro proprie emozioni, ma si lasciano riempire da quelle di cui la TV li nutre. Pianti, gioie, situazioni di tutti i generi.
Gli attori sono sempre più bravi, fanno il proprio lavoro… come è giusto che sia. Ma non bisogna MAI dimenticare che sono persone vere, che vivono fuori dallo schermo. Sullo schermo sono dei personaggi. Nessuno potrebbe vivere in eterno su un palco.
Ma gli spettatori si illudono che quel palco sia la realtà, e dimenticano, in maniera assurda, che la realtà sono loro.
Non quello che vedono, ma quello che sono.

Milioni di persone che non riescono a stare senza il loro telefilm, la loro puntata di soap…
Persone che non riescono ad addormentarsi senza avere il rumore perpetuo della TV in sottofondo.
Vuoto colmato da null’altro che fantasie, illusioni che altri scrivono e interpretano per loro, annientando il senso critico e la capacità di vedere in maniera oggettiva.

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