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Fabio Pizzul e i fatti de La Sapienza

maggio 1, 2008

Sono passati più di due mesi da quando, sorridente e cordiale, il preside consegnava alle classi quinte i fogli per le iscrizioni ad una conferenza che avrebbe avuto luogo all’interno dell’istituto stesso da lì a pochi giorni. Solitamente, in caso di attività extrascolastiche (pomeridiane o serali), la partecipazione è facoltativa e da qui l’abitudine di predisporre la lista dei partecipanti.
Viene spiegato che si tratta di una conferenza riguardante i fatti de La Sapienza e la posizione del papa Benedetto XVI al riguardo. Cose già sentite, ormai siamo a fine febbraio e la tempesta è già passata. E poi l’orario: le 21:00 di venerdi, sabato mattina lezione. Il 90% degli studenti ha già deciso che non parteciperà quando il preside, uscendo, lancia un’ultima occhiata sorridente alla classe aggiungendo: “Naturalmente la possibilità di non partecipare è del tutto teorica. Buona giornata!”
Sdegno e stupore in tutti, qualche protesta esplicita; e intanto il foglio si riempie di riluttanti adesioni alla fantomatica conferenza.

Arrivata la gran serata, verso le 20:45 – 21:00 l’atrio della scuola comincia a popolarsi, sebbene non nella misura auspicata dalla direzione. Ad ogni modo, i ragazzi vengono fatti accomodare nel salone teatro, dove si stima che ormai siano più di cinquanta.
Si vedono insegnanti, suore, ragazzi che continuano a ripetere che no, non potranno trattenersi oltre le 22:00 perché altrimenti non riusciranno più a tornare a casa, ragazzi imbronciati, ragazzi che sono lì solamente per l’attestato di partecipazione (che vale per i crediti scolastici, naturalmente).
Intanto scopriamo che il relatore si chiama Fabio Pizzul, un giornalista.
Il tema?

“Dopo i fatti della “Sapienza”: fede, ragione, libertà e il pensiero di papa Benedetto XVI”

Peccato che Fabio Pizzul fosse stato per sei lunghi anni presidente dell’Azione Cattolica Ambrosiana. A questo punto la sua posizione e il contenuto della conferenza sono già chiari, dato anche l’orientamento della scuola stessa.
Ma sono già le 21:30 e del signor giornalista ancora nessuna traccia. Solo alle 22:00 passate compare, trafelato e con il casco in mano, esordendo con un “potete mandarmi al diavolo, se volete”. E scommetto che molti l’hanno fatto, mentalmente. Molti dei pochi rimasti, dato che una fetta del pubblico era già dovuta tornare a casa a quell’ora.
Segue un’ora abbondante di monologo, condito da domande (poche) e dall’intervento di qualche adulto in sala.
Ma dopo aver sentito ciò che era da aspettarsi (il discorso del papa riguardava appunto la libertà degli scienziati e dei ricercatori nei confronti della Chiesa, la figura di Ratzinger come professore universitario e non come papa, insomma tutti quegli argomenti a favore della Chiesa Cattolica e a discapito di quei satanisti dell’università La Sapienza) qualcuno fa una domanda interessante riguardo al peso che venne dato alla notizia stessa.
E qui, in fondo a una serata strana, Fabio Pizzul dà il meglio di sé dicendo (mi scuso se le espressioni non sono esatte, ma il tempo trascorso da allora non è poco) queste parole:

Diciamoci la verità, tanto siamo tra noi. Il vero problema di papa Benedetto XVI è di non avere più Navarro Valls. Era lui che, grazie ai contatti con i giornali, riusciva a mantenere l’immagine del Vaticano. Se quest’episodio fosse accaduto quando c’era lui, i direttori di La Repubblica e del Corriere della Sera avrebbero alzato la cornetta e l’avrebbero chiamato chiedendo se potessero mettere quella notizia in prima pagina. Lui (Navarro Valls) avrebbe chiesto loro se fossero impazziti e la notizia sarebbe diventata un breve trafiletto in pagina sette. Questo evento ha fatto tanto scalpore solamente perché è finito in prima pagina sui giornali, e questo non sarebbe successo se l’ufficio stampa del Vaticano fosse stato quello di una volta.

A proposito di libertà e di ingerenza della Chiesa nell’informazione.

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4 commenti leave one →
  1. maggio 3, 2008 5:54 pm

    boh, io quando sento Navarro Valls penso sempre a delle potentissime caramelle balsamiche, però, certo, quando c’era lui i treni arrivavano in orario

  2. maggio 4, 2008 12:10 am

    Sed, ho paura che il Pizzul di Sviluppina fosse un altro… :-D
    Ma a parte questa inutile quanto inopportuna precisazione, dirò che m’ero quasi fermato a leggere il post quando ho visto Azione Cattolica Ambrosiana, meditando peraltro la rimozione del tuo link…
    Scherzo. Ma certe cose, a citarle, si perde audience.
    Poi fortunatamente ho letto il resto. E ho capito: il tuo link resta, perchè combattiamo sullo stesso fronte! :-D
    (mabbèh lo sapevo, eh, è solo che alle una di notte, un po’ il sonno, un po’ i neuroni criceti… beh…)

  3. sednonsatiata permalink
    maggio 4, 2008 9:46 am

    @azael
    LoL

    @Clockwise
    Non pensavo ci fossero dubbi. Solo che sai… tra il dover frequentare una scuola cattolica e condividerne il pensiero c’è un abisso insormontabile.
    Ho aspettato forse troppo, a scriverne, ma credo che il modo in cui negli ultimi 5 minuti il giornalista abbia praticamente smentito tutto quello che aveva detto negli ultimi 50, beh… non ha prezzo. :)

  4. maggio 4, 2008 10:00 am

    il messaggio che leggo io è che spesso i giornalisti fanno un caso su un castello di carte
    non so cosa tu intenda per non capire il messaggio, a meno che non lo abbia capito nenache io :p
    comunque trovo assurdo mettere una conferenza obbligatoria a quell’ora

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