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Matematica: termine ignoto

maggio 16, 2008

Prendo spunto da questo video, trovato per caso vagando per YouTube alla ricerca di video tecnici o pseudo-scientifici.

“Genious fast calculation by kids” , in inglese, dà un’idea di quelle che sono le capacità della mente umana, se adeguatamente allenata.

Certo, questi alunni sono spinti da un’ambizione ormai poco comprensibile a chi non sia vissuto nel clima di feroce competizione tipica delle scuole sotto un regime dittatoriale.

Sono fattori culturali, sociali, generazionali: il modo stesso di fare scuola è cambiato negli ultimi decenni. E per qualche strana ragione, la matematica costituisce l’ostacolo più preoccupante per gli studenti italiani. Nell’anno scolastico 2006-2007 408.000 ragazzi hanno contratto il debito in matematica, il 44% di tutte le carenze.

Le previsioni per l’anno corrente non sono migliori. La vera sfida, a questo punto, non è stravolgere la normativa che regola ammissioni, debiti ed esami, bensì capire che cosa ha portato a questa situazione disastrosa.

Parte colpa di insegnanti ottusi e poco capaci di appassionare i propri studenti alla materia; parte colpa di una strana chiusura mentale che i giovani hanno sviluppato nei confronti delle materie scientifiche. Si trincerano dietro un disperato “non ho capito, non riesco a capire, non capirò mai” e passano oltre. Ridendo come incoscienti, arrivano in fondo all’anno scolastico con medie bassissime da recuperare.

Peccato. Matematica e fisica sono tra le materie più belle.

Mi sarebbe piaciuto vedere una persona, almeno una (in otto anni di scuola in Italia) che fosse in grado di trasmettermi il suo amore per la materia.

Ah! Dimenticavo: per matematica, agli esami di stato di quest’anno, il commissario è esterno.

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10 commenti leave one →
  1. maggio 16, 2008 8:53 pm

    C’è anche da notare che la matematica non è facile come materia. Insomma ci sono materie in cui è veramente difficile avere il debito.

    Ne parlavo con i miei amici tempo fa. Secondo me il problema della scuola italiana è il troppo nozionismo. Insomma si imparano veramente tante nozioni, ma servono?
    Non è meglio capire e poi tenersi le regole scritte di fianco?
    Insomma se non si capisce si può tranquillamente avere tutti gli appunti/bigliettini che si vogliono ma non si combinerà mai niente, altrimenti se si capisce bene quello che c’è dietro invece di imporre come “regola che è così” è anche più facile applicare il tutto. Nella matematica c’è sempre il perché di alcuni procedimenti e regole
    Invece si spreca tanto tempo a impartire e a chiedere definizioni da una parte e procedimenti meccanici dall’altra. Manca il punto di incontro.

    Dovrebbe essere, invece, come nelle materie informatiche. In programmazione si ha accesso a tutta la documentazione che si vuole, ricordarsi tutto è impossibile, ma se non si ha capito non serve a niente!

    Aggiungiamo anche le poche ore a disposizione per la materia. Insomma all’ITIS avevo 8 ore di matematica alla settimana, in altre scuole vedevo che si riducevano a 2/3, secondo me troppo poche per una materia così complessa e strategica. Ricordiamoci sempre che in Italia ci sono troppi studenti nelle materie umanistiche all’università. Forse è anche per la poca cultura matematica. Troppi studenti che il mercato del lavoro non riesce ad assorbire mentre avrebbe bisogno di più studenti scienziati/ingegneri.

    Ci sarebbe anche il discorso insegnanti e del mancato meritismo degli insegnanti. Non c’è il minimo controllo sul loro operato e c’è gente veramente incapace mentre non vengono premiati i meritevoli ma succede così in tutta l’Italia e in tutti i settori purtroppo…

  2. maggio 16, 2008 9:18 pm

    uhm, non sono io quello che ti può infondere l’amore per la matematica, e mi spiace, perchè come materia mi ispira un sacco, ma niente, sono uno delle migliaia di ragazzi che il debito in matematica l’ha genetico come la balordaggine

  3. maggio 16, 2008 10:41 pm

    il problema è che i professori di matematica spesso son solo dei commercialisti di numeri, dei meticolosi amministratori di tabelline; per amare la matematica bisogna vederci non la calcolatrice del mondo così-com’è, ma piuttosto l’invenzione, mai conclusa, di un mondo che non c’è

  4. maggio 17, 2008 11:24 am

    se adeguatamente allenata

    dici?
    a me sembrano solo adeguatamente torturati!

    un famoso matematico diceva una cosa del genere:
    “gli esseri umani si dividono in due categorie: chi odia la matematica e chi la insegna”

  5. maggio 18, 2008 10:19 pm

    quello che hai scritto è vero, almeno per quanto riguarda i licei.
    A me la matematica piace ma proprio per colpa di docenti “superficiali” non riuscivo ad esprimermi al meglio. Poi con l’università la cose sono cambiate e i docenti di matematica (anche se di un corso di Informatica) ti fanno davvero apprezzare la materia mostrandoti quanto sia “concreta” rispetto a quanto si possa credere.

  6. maggio 18, 2008 10:32 pm

    Tra i “colpevoli” hai dimenticato di citare i genitori.
    Se un genitore trasmette ai figli (con i fatti, con l’esempio) che la matematica è bella i risultati si vedono, così come si vedono i risultati nel caso opposto.
    Non hai idea della faccia felice di mio nipote di 8 anni alle prese con le frazioni quando gli insegnavo, come un gioco, serie numeriche e limiti. La sua faccia estasiata quando si rendeva conto di aver capito concetti matematici che normalmente vengono 10 anni più tardi è impagabile.
    Soprattutto il fatto di aver capito un concetto matematico perché glie l’ho spiegato con esempi calati nel mondo di tutti i giorni è un marchio indelebile che lo aiuterà ad apprezzare la matematica.
    E’ anche piacevole capire la matematica pura solo basandosi sui numeri, senza esempi, ma facendolo come se fosse un gioco tipo settimana enigmistica.
    (se vuoi taglia a metà una torta, di quello che resta taglialo a metà e sommaci il pezzo di prima, con lo spicchio che avanza rifai lo stesso procedimento e fallo all’infinito e cosa ottieni?
    Oppure scopri il numero seguente a 2 – 4 – 6 -8 e poi quello seguente a 2 – 4 – 8 – 16 poi 1 – 2 – 3 – 5 – 7, poi 1 – 1 – 2 – 3 – 5 – 8 – 13. Non solo il numero successivo ma anche il perché…. belli eh?)

  7. maggio 19, 2008 9:21 am

    @pepo154
    Il nozionismo serve, altrimenti fai come certi nostri rappresentanti che non si ricordano la scoperata dell’america o quanti sono i mesi di gravidanza di una donna. Non sempre si ha wikipedia sotto mano.

    Imparare a memoria non è difficile, se c’è passione.

    @SnS
    Le materie scientifiche sono straordinarie: danno la possibilità di abbinare rigore logico e fantasia in un modo meraviglioso. Ci sono persone che riescono a fare questo trasmettendo una grande passione anche solo spiegando un’addizione. (v. http://www.rudimathematici.com/ )

    Certo che se l’insegnante ha solo fretta di farvi imparare una formula e non fa nulla per stimolare la vostra curiosità… Be’, mollatelo e fiondatevi in libreria/internet: lì troverete tante persone che vi trasmetteranno la passione per le materie scientifiche.

  8. ipnox permalink
    maggio 19, 2008 10:43 pm

    Mi spiace molto darti ragione, perchè mi piace molto matematica e credo la sceglierò all’università, ed è imbarazzante constatare che le facoltà scientifiche si stanno inevitabilmente svuotando: sarà colpa degli insegnanti delle superiori, sarà colpa della “chiusura mentale” giovanile, sarà colpa delle riforme scolastiche incentrate sul valorizzare le materie umanistiche.
    Più che trovare un capro espiatorio, sarebbe forse più produttivo trovare un rimedio, per far scoprire che matematica non è soltanto nozionismo, che serve in parte come si è detto, ma soprattutto ragionamento e scoperta =)

    Complimenti per il blog, sono capitato qua per caso, e sono rimasto piacevolmente sorpreso! Scrivi molto bene! Continua così =)

  9. maggio 20, 2008 11:46 am

    ipnox ti posso assicurare che negli 5 ultimi anni il corso di studi in matematica (almeno nella città in cui vivo) ha raddoppiato il numero degli iscritti… (da 100 a 200 circa).
    ormai troppa gente studia scienze politiche o economia o ingegneria, e allora fa molto più figo dire “studio matematica”. purtroppo molti di questi “primini” non hanno la più pallida idea di cosa sia la matematica (e chi ce l’ha?…). così un buon 30% cambia facoltà prima di terminare il primo anno!

  10. ipnox permalink
    maggio 20, 2008 11:47 pm

    @ alvaraalto:

    eh eh! ma infatti alla fine cos’è questa matematica?! Mah! A volte sembra proprio arabo! =)
    Anche se mi suona bizarro, sarà sicuramente vero ciò che dici, inoltre i numeri delle matricole cambiano di facoltà in facoltà, a maggior ragione variano cambiando città, considera poi che per esempio, da me, come in altre città (non so se è nazionale il provvedimento), hanno incentivato le iscrizioni a Matematica e Fisica con vari rimborsi e detassazioni: un modo per attrarre le iscrizioni degli indecisi e anche forse dei “più alternativi”

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