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Prova orale, ultimo sforzo

giugno 25, 2008

Dopo le prove scritte, di cui le segreterie dovrebbero aver già fatto sapere i risultati, seguono le prove orali.
E’ il momento di far calcoli, di organizzarsi per l’ultima parte degli esami ed affrontare quella fatidica ora davanti ai commissari nella maniera più dignitosa possibile.

  • se l’obiettivo prefissato è uscire con 60, il numero da tenere a mente è 38: con 38 punti dopo la fine delle prove scritte e 22 (la sufficienza) nella prova orale si arriva direttamente all’agognato 60.
  • se l’obiettivo prefissato è uscire con un buon voto, ripassare con moderazione ma in maniera strutturata, per tematiche e rilassarsi: il peggio è passato.
  • la sera prima dell’esame non rimanete svegli fino a tardi per studiare. Lo studio (ho detto studio, non ripasso) dell’ultimo momento confonde le idee e stanca inutilmente. [il ripasso dell’ultimo momento per la terza prova l’ho fatto leggendo il programma; farò senz’altro lo stesso per l’orale]
  • il giorno dell’esame abbiate il buon senso di vestirvi decorosamente. No, ragazze, il numero di centimentri quadrati scoperti del vostro décolleté non è proporzionale al voto che riceverete. Ed a nessuno dei commissari interessa di che marca siano i vostri indumenti intimi. In fondo l’esame lo si fa una volta, è così difficile trovare una maglietta sufficientemente lunga da coprire ogni parte del tronco?
  • dovrete entrare nell’aula muniti della testa ed eventualmente di un portatile per i contenuti multimediali se avete deciso di esporre la tesina in questa maniera. Evitate, per carità, ciondoli e fronzoli, santini, patroni, figurine di calciatori, porta-fortuna, il peluche preferito, simboli scaramantici, braccialetti e collane a forma di peperoncino et cetera. Fanno pena. Davvero.
  • la tesina. Si inizia con la tesina e si presuppone che sia quel che sapete meglio, visto che ci avete lavorato per un anno intero. Evitate di fare figuracce con la tesina. Fareste una pessima impressione.
  • evitate, quando vi fanno una domanda, di canticchiare (humble). Quel canticchiare sommesso che sfugge quando si pensa sotto tensione. No, non l’avete mai notato. Si, lo fate. Controllatevi.
  • cercate di raccogliere le idee prima di rispondere alle domande e non dire frasi senza senso. Dà l’idea che siate organizzati e sicuri di quello che state dicendo.
  • l’ideale sarebbe anche evitare di fare scena muta: se non sapete la risposta, ditelo. Se vi chiedono qualcosa che non è nel programma, ditelo. Se quel che vi chiedono è realmente nel programma e voi dite di non averne mai sentito parlare, fate una pessima figura. Degnatevi di leggere il programma. Come minimo.
  • quando alla fine del colloquio vi chiedono cosa intendete fare dopo aver finito , non – dite – “Boh”. Inventatevi qualcosa, una cosa qualsiasi, basta che non diciate “Non lo so”.

In bocca al lupo a maturandi e commissari!

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5 commenti leave one →
  1. giugno 25, 2008 10:41 pm

    Solo qualche appunto:
    – raro che l’orale duri fino ad un’ora. Un’ora è plausibile compreso di consultazioni dei prof. a porte chiuse, ma la maggior parte di quelli che ho visto io duravano meno;
    – il ripasso a grandi linee dell’ultimo momento è sacro per me: serve a raccogliere le idee un’ultima volta;
    – i cm scoperti delle ragazze vedo che funzionano molto bene all’università comunque :D

  2. sednonsatiata permalink
    giugno 25, 2008 10:52 pm

    @pepo154
    Hai ragione, in effetti anche per me il ripasso schematico del giorno prima è fondamentale. Ho aggiunto, infatti, qualche riga al post. :)

  3. giugno 26, 2008 6:52 am

    E tu.. cosa vuoi fare dopo aver finito? :)

  4. giugno 26, 2008 8:04 pm

    ai commissari non interessa neanche la formazione dell’inter o quante louis Vuitton possiedi e soprattutto che tuo padre è direttore di banca e te di economia non ne sai una cippa … ^^

  5. sednonsatiata permalink
    giugno 26, 2008 8:13 pm

    @Lawrence
    Io? Io sono indecisa :P

    @Linda
    Sei sempre meravigliosa, mi chiedo come sia fare i ripassi da te… I nostri, di insegnanti, ci hanno debitamente “abbandonati”. Dopo la cena, piacevolissima e molto cordiale, del resto, non ho più sentito nessuno.

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