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Bizzarrìe legali e le mie impronte in Questura

giugno 30, 2008

Leggo in questi giorni del polverone sollevato dalla proposta del ministro Maroni riguardo al prelievo delle impronte digitali ai bambini rom.
Leggo anche dell’indignazione di Famiglia Cristiana, che la definisce “una proposta indecente“, dei “volenterosi carnefici di Maroni” di Wittgenstein, dell’opposizione dell’Unione Europea.

Mi ha fatto ricordare di un sabato mattina di qualche anno fa, quando la Romania non era ancora entrata nell’UE ed io ero ancora una bambina o poco più. Ogni anno l’appuntamento in Questura per il rinnovo del permesso di soggiorno, la fila infinita, il rumore di almeno cinque lingue diverse, le foto e le pile di documenti. Ogni anno. Fino a quell’anno, quando mi dissero che dovevo passare dalla signora a lasciare le impronte, era la legge.
Non chiesi altro, in fondo protestare non sarebbe servito a nulla. Ho semplicemente guardato la signora addetta al prelievo impronte mentre mi schiacciava le dita sul tampone di inchiostro e poi sulla carta.
Era la legge. Tutti gli stranieri extracomunitari che richiedevano una carta di soggiorno avevano l’obbligo di lasciare le proprie impronte.
Non si trattava di un provvedimento razzista, naturalmente, né c’erano ancora tutte le polemiche riguardanti i bambini rom e la proposta di prelevarne le impronte. Ora si difendono quegli stessi bambini rom clandestini che sputano sulle macchine se il conducente fermo al semaforo si rifiuta di dar loro del denaro.
Ed intanto gli extracomunitari residenti legalmente in Italia continuano a fornire i loro dati personali, le loro impronte, aprono la porta di casa per i controlli sull’abitabilità…
Sono gli stessi che lavorano, gli stessi che si chiedono come mai grazie alle sanatorie i clandestini entrati nel paese negli ultimi mesi ormai abbiano tutti i documenti in regola e loro, che da anni fanno avanti e indietro in questura, ancora non li hanno.
Ebbene anche a me sono state prelevate le impronte digitali, nonostante non fossi nè rom nè clandestina. Ma non fa niente. Nessuno ne ha parlato, nessuno ha fatto tanto scandalo per quella legge.

Ricordo che i miei compagni, quando rientrai a scuola dopo quella mattinata passata in questura, trovarono molto divertente il fatto che io avessi ancora tracce di inchiostro sulle mani.

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7 commenti leave one →
  1. giugno 30, 2008 6:36 pm

    Io purtroppo sono molto estremista in questo frangente. Sono per l’adozione di tutte le misure possibili per arginare l’ondata criminale che percorre le strade di questo paese.

    Che sia criminalità rom, italiana, albanese, rumena, tedesca, francese, sudamericana non mi importa.

    Le polemiche di questi giorni sono solo strumentali.

    Non so chi aveva proposto in questi giorni ai cittadini onesti di farsi avanti in questura per lasciare le impronte.

    Beh, io lo farei, come penso lo farebbero moltissimi cittadini stranieri.

    Tra l’altro si sono schedati per anni i 18enni maschi italiani (sottoscritto compreso) durante la visita di leva.

    Non vedo dove sia il problema se non si ha nulla da nascondere :)

  2. Lawrence Oluyede permalink
    giugno 30, 2008 7:26 pm

    Purtroppo è così. Succede regolarmente anche a me. Credo abbiano le mie impronte in dieci modi diversi. Ma dopo ventiquattro anni da extracomunitario sono ormai anestetizzato e spento nei riguardi della burocrazia italiana. Continuo a pensare però che prendere le impronte a dei bimbi non sia la soluzione del problema. Tra l’altro proprio oggi ho letto un sondaggio che diceva che il 77% degli extracomunitari regolari se ne andrebbe se potesse. Anche per colpa di questo clima di paura e la cronica mancanza di una politica di integrazione e naturalizzazione di chi è qui per non delinquere.

  3. sednonsatiata permalink
    luglio 1, 2008 7:33 am

    @Napolux

    Il tutto è accaduto non in questi giorni, bensì diversi anni fa. D’accordo per le misure, solo non capisco perché ora si fa tanto scandalo per un provvedimento già in atto per gli immigranti legalmente residenti.

  4. sednonsatiata permalink
    luglio 1, 2008 7:38 am

    @Lawrence

    Non mi pare che la situazione sia molto migliorata nonostante tutti questi provvedimenti, non è vero?

  5. luglio 1, 2008 7:53 am

    Molto migliorata da cosa? Nessuno ha mai preso provvedimenti per niente. Ora si fa sensazionalismo e basta. Rendiamocene un po’ conto

  6. luglio 7, 2008 11:47 am

    Nel lontanissimo 1988, alla visita obbligatoria di leva (i famigerati 3 giorni) mi presero le impronte digitali di tutte le dita. Desumo che i militari abbiano le impronte della maggior parte dei maschi italiani, ma non ho mai sentito che se ne sia fatto uso e non ho mai sentito qualcuno lamentarsi.

    D’altra parte le impronte, se rimangono su carta, sono pressoché inutilizzabili.

  7. Tommy permalink
    settembre 25, 2008 4:11 pm

    Secondo me chi ha lanciato la proposta delle impronte sa come funziona il mondo della comunicazione che ha preso il posto dell’opinione pubblica (quella che una volta si formava attraverso le chiacchiere della gente):
    1 – prendere le impronte non risolve niente, non ho mai visto un furto seguito da un rilievo di impronte eppure ho denunciato più volte dei furti;
    2 – prendere le impronte può suscitare reazioni indignate. Anche queste non servono a niente perché tutti le abbiamo lasciate alla visita di leva senza nessun problema.
    Però grazie a queste reazioni di poche persone ben microfonate, si crea una spaccatura d’opinione, si fa parlare TV giornali e blog e alla fine molti si convincono che è stata fatta una cosa buona, peccato che i paladini del Politically Correct non lo capiscono. Ergo: il problema sono loro!
    Peccato che tra i paladini di un inutile Polically Correct ci finiscono tutti i tolleranti e pacifici.
    Saluti
    Tommy

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