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Delizie legali: la mia visita al Tribunale di Bacau

agosto 19, 2008

Mi sono proposta di vedere questa citta’ con occhi diversi, ragion per cui ho passato una mattinata nei corridoi e nelle aule affollate del tribunale. Bisogna notare che la struttura e’ divisa in due edifici, quello centrale, piu’ vecchio, e la nuova ala ristrutturata pochi anni fa.
Inutile dire quanto sia decrepita la vecchia sede, in qual misura si respiri aria di dittatura comunista ed uffici pubblici in perfetto stile sovietico.
I corridoi, le ampie scalinate, il sistema di illuminazione obsoleto, i minuscoli “uffici” degli avvocati, ogni angolo, ogni porta ed ogni parete hanno esattamente l’aspetto che ci si potrebbe aspettare da una struttura pubblica dell’Europa dell’est. Ed e’ proprio li’ che ho passato la prima parte della mattinata, in un’aula affollata dove venivano analizzati i casi di infrazioni minori, delinquenti comuni.
“Stamattina ci sono gli arrestati.” Peccato che sia periodo di vacanza, quindi tutti i casi sono stati rinviati a settembre, quando testimoni ed avvocati della difesa saranno tornati dalle ferie.
L’aula era gremita di gente, soprattutto zingari e contadini: nessuno va alle udienze solo per guardare, il che ha reso la mia presenza piuttosto inusuale e bizzarra. Tanto inusuale che gli agenti di turno hanno fatto alzare ed allontanare i tre uomini, evidentemente rom, che si erano seduti accanto a me. Dapprima si sono opposti alla richiesta, ma la minaccia di chiamare i gendarmi per portarli via ha avuto l’effetto di un’ubbidienza immediata.
Conclusa quest’udienza, dunque, sono passata nell’ala nuova, dove si trova anche la Corte d’Appello, in totale contrasto architettonico con l’altro edificio. Marmo e legno, stile occidentale sobrio ed elegante. Niente a che fare con la costruzione vicina.
E’ piuttosto bizzarro che in una struttura del genere si senta il parlare difficile dei contadini, le lamentele per il danneggiamento di alberi, percosse e cosi’ via. Il caso successivo era di omicidio, ma l’imputato era deceduto, quindi il giudice e’ passato al terzo e ultimo della giornata, lo stupro di una bambina.
A causa dell’eta’ della parte danneggiata e della natura dell’infrazione, il seguito dell’udienza e’ stato dichiarato segreto e l’aula e’ stata sgomberata.
E’ evidente qui, piu’ che in altre occasioni, l’abisso tra chi risiede in citta’ ed i contadini. Questi ultimi, privi di preparazione in qualsiasi ambito, entrano in contatto con la giustizia e l’organizzazione pubblica timidamente. Sono quasi sottomessi, non capiscono e spesso nemmeno si fidano degli organi pubblici.
D’altra parte, i funzionari sono oberati di lavoro, costretti a gestire casi a dir poco ridicoli, a districarsi nella scrittura incomprensibile dei vecchi e nelle loro testimonianze contorte. Per non parlare della corruzione.
Una breve chiacchierata con un avvocato mi ha chiarito il “modo in cui funzionano le cose”. Un esempio per tutti, un esperto che avrebbe dovuto fare una perizia e recuperare dei documenti da una grande azienda, documenti che servivano per dimostrare il diritto di un ex dipendente a un rimborso in denaro da parte dell’azienda stessa.
Ma i documenti sono “spariti” e “l’esperto” si rifiuta di richiederli all’azienda, per qualche (“strano”?!) motivo.
Ho anche imparato che il metodo piu’ efficace per velocizzare l’emissione di un documento e’ quello di avvolgere nel modulo di richiesta un pacchetto di caffe’ e qualche banconota.
Nulla di illegale, solo “cortesie”.
Perche’ cosi’ funziona. E’ semplicemente questione di mentalita’, cose che non possono cambiare dall’oggi al domani solo perche’ la Romania e’ entrata nell’UE. Ci vogliono molti anni per uniformare il sentire comune, per eliminare la necessita’ di avere conoscenze per poter difendere i propri diritti.
Ci sono molti avvocati giovani nel tribunale di Bacau, il che e’ un gran bene. Ma allo stesso tempo quelle vecchie generazioni che hanno vissuto tutta la vita sotto dittatura, che ora si trovano in una societa’ diversa e che cambia rapidamente non riescono ad interagire in maniera positiva con il presente. Inoltre e’ enorme il divario tra chi e’ andato all’estero e chi e’ rimasto: il modo di risolvere problemi, il modo di vivere, persino il modo di costruire abitazioni. Bacau e’ diventata un miscuglio di stili, tra le case in vecchio stile e le ville moderne, le sedi pubbliche antecedenti la rivoluzione dell’89 ed i grattacieli in acciaio e vetro.
Chissa’ cosa porteranno le prossime generazioni ed il futuro? Per ora l’unica cosa certa e’ che l’eterogeneita’ nel livello culturale, economico e sociale della popolazione rende il paese difficile da inquadrare in schemi rigidi, persino difficile da comprendere.
Soprattutto di questi tempi, in cui in Italia si e’ ad un passo dalla caccia all’uomo. Al rumeno, naturalmente.

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6 commenti leave one →
  1. agosto 19, 2008 6:57 pm

    Mi hai catapultato in un mondo che non conoscevo e lo hai fatto veramente bene: complimenti per la descrizione e, soprattutto, complimenti per aver fatto questa strana visita “turistica”

  2. agosto 19, 2008 7:27 pm

    Letto con molto interesse. Brava Maria, bel contributo.

  3. agosto 20, 2008 12:30 am

    Mah, insomma, come in Italia una trentina di anni fa… e ora stiamo messi peggio, quindi non è beneaugurante, questa cosa.
    ;)

  4. sednonsatiata permalink
    agosto 20, 2008 3:58 pm

    @Alberto

    Grazie tantissime! Come ti dicevo anche su Twitter, se solo riuscissi a dare lontanamente l’idea di come realmente e’ vivere questo paese, sarei piu’ che soddisfatta.

    @biccio

    Grazie, spero sia stato d’aiuto in qualche modo.

    @Clockwise

    Beh, effettivamente la Romania e’ circa mezzo secolo indietro rispetto all’Occidente. E’ che vero che in Italia ci sono problemi, ma comunque problemi diversi da questi.

  5. agosto 21, 2008 3:25 pm

    Bel post, complimenti.
    La Romania come tanti altri Stati europei è piena di giovani che quindi portano nuove idee, ricambi, ecc.
    Basta guardare l’Estonia che ha cambiato tutto il suo governo con persone più giovani!
    L’Italia è ultima per crescita demografica e questo non può che essere negativo.

    Volevo anche far notare la “prima impressione”. In un posto qualsiasi italiano la prima impressione può essere spesso positiva ma spesso sotto si celano comportamenti illegali ben nascosti, subdoli. Ultimamente quasi tutta l’Italia mi sembra così: bella di facciata ma marcia sotto.

  6. Samu permalink
    agosto 21, 2008 3:31 pm

    Quanto tempo che non ci sentiamo!!
    Ma vedo che ti dai molto da fare.. come sempre i tuoi interventi sono impeccabili e sei riuscita a illustrare bene questo spicchio di Romania.. come dici tu sono avvocati giovani ed è un paese che passo dopo passo si sta evolvendo seguendo i paesi della comunità europea. Cosa che non possiamo dire dell’Italia purtroppo che ogni giorno sembra andare sempre più indietro…

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