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E-books, E-book readers, E-readers

dicembre 21, 2008

Parlavasi (giustamente) di libri, al LitCamp di Riva del Garda.  Non solo (naturalmente) di libri, ma anche dei problemi attuali dell’editoria, della crisi, delle vendite scarse, a meno che non si tratti dell’ultimo di Moccia et similia.
Volendo fare un paragone filosofeggiante, il “motore immobile” per quanto riguarda lo scarso interesse nei confronti di una cultura vasta (con le dovute riserve, ognuno ha i propri interessi) sta a monte: non è certo una questione economica, date le ingenti somme che i clienti sarebbero disposti ad erogare per prodotti di tutt’altro genere (rimanendo, naturalmente, nell’ambito dei beni “superflui”).

Ritornando all’aspetto economico, almeno dal punto di vista delle case editrici, fare del classico prodotto libro cartaceo un formato elettronico ha uno svantaggio notevole: il rischio di renderlo oggetto di pirateria, scambi illeciti facilitati dalla possibilità di produrre infinite copie partendo da una sola. Il formato cartaceo è protettivo in questo senso: è infinitamente più economico e facile copiare un file piuttosto che fotocopiare un intero libro.
Non solo: ci sono anche i costi per quanto riguarda i diritti d’autore (la solita SIAE), il controllo dei quali sfuggirebbe totalmente dalle mani della casa editrice; persino la possibilità di far profitti su spese di stampa e spedizione verrebbe meno.
Risulta comprensibile, a questo punto, la reticenza delle grandi case editrici a rendere disponibile il formato elettronico (.doc o .pdf) dei libri pubblicati (anche se l’operazione in sé sarebbe semplicissima, dato che ogni libro, prima di essere stampato, esiste già in formato elettronico). In tal caso non sarebbe necessario attuare il percorso a ritroso (copiare a mano o usando scanner), cosa che qualche anima pia si sta accingendo a fare.

E’ chiaro che domanda e offerta trovano il loro punto di equilibrio nel momento in cui ci sono entrambe, e in questo particolare momento il pubblico italiano sembra quantomeno impreparato per un prodotto come l’ebook reader. Si parla sempre della media della popolazione (immaginatela come una gaussiana, se volete), non di singoli individui. Ecco perché, attualmente, il lettore medio non sente la necessità di possedere uno strumento che gli permetta di portare con sé un gran numero di libri. Potremmo estendere il dibattito e chiederci chi mai possa avere bisogno di 80GB di musica sempre a portata, ma sarebbe superfluo.
Come testimonia anche il video, la media (si parla sempre della media e non dei singoli, è importante ricordarlo) non riesce a conciliare l’utilità dello strumento con il suo prezzo. Coloro che realmente trovano interessante ed utile averlo sono (generalmente, anche se siamo all’estemo della gaussiana) i lettori più attenti. Ed è proprio qui che la mancata diffusione del formato elettronico si ritorce contro l’utente: potrà quel lettore trovare la stessa edizione e la stessa traduzione che trova senza alcuna difficoltà in una libreria? Molto probabilmente no.

Una possibile soluzione sarebbe l’invenzione di un nuovo formato che mantenga le caratteristiche di versatilità che rendono appetibile il suo utilizzo su un supporto elettronico (la ricerca di parole chiave in primis), ma che riesca a tutelare i diritti delle case editrici e degli autori stessi. E’ solo un compromesso, in realtà, ma permetterebbe di avere una serie di vantaggi sulla distribuzione del prodotto.
I veri feticisti della carta (e mi metto nel numero) non rinunceranno mai al libro tradizionalmente inteso, ma un’apertura mentale e di mercato verso questo nuovo modo di intendere la lettura non è da scartare a priori. Inoltre il prezzo sarà certamente più basso, dato che stampa e distribuzione sul territorio non saranno più necessarie, ergo i costi relativi verranno tagliati.

Si stanno facendo dei passi avanti con la filosofia del “print on demand” tipica di servizi come Lulu.com, ma rimangono tagliati fuori gli autori trattati dalle grandi case editrici.
Al LitCamp ho avuto modo di chiacchierare con Eleonora Gandini di Lulu, la quale evidenziava che i libri di maggior successo sono generalmente quelli legati all’imprenditoria, alle aziende e al lavoro (i “manuali per la sopravvivenza” in azienda, per intenderci).

Finché la richiesta rimarrà bassa e i consumatori si accontenteranno delle edizioni in inglese, molto poco sarà fatto per quella fetta di utenti che vorrebbero (ma che a questo punto non possono) avere l’equivalente italiano. Prima di tutto, quindi, bisogna educare il pubblico, altrimenti si rimarrà allo stesso punto.
Sempre diversi passi indietro rispetto agli altri.

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8 commenti leave one →
  1. dicembre 21, 2008 5:21 pm

    Come scrivi difficile, cara Maria! L’ho sempre detto: c’è bisogno di più “direzione”!! (nel senso di essere più diretti!! xD)

    • sednonsatiata permalink
      dicembre 21, 2008 5:43 pm

      Ma grazie! Come sai, tuttavia, rientro nei “caratteri che deviano dalla media” della popolazione. Citation needed :D

  2. dicembre 21, 2008 7:04 pm

    Maria, ragionavo su ‘sta roba quasi dieci anni fa, quando ero straconvinto che nel giro di un lustro non si sarebbero più venduti quotidiani. Supponevo che sarebbero stati velocemente soppiantati dai feed.
    Non che sbagliassi, intendiamoci, visto che la diffusione delle notizie oggi non è minimamente paragonabile a quella di dieci anni fa (e proprio grazie alla diffusione del mezzo telematico), ma la gente continua ad essere affezionata alla buona vecchia carta dal profumo di petrolio. Un po’ meno di dieci anni fa, ma non COSI’ MENO!
    Il libro non scomparirà mai. Non glielo permetteranno intere popolazioni di lettori, e non è una questione di affezione… è come se volessimo privare il mondo dell’acqua del mare, fidati.
    Personalmente, stampo persino i manuali che ti danno insieme ai recenti apparecchi elettronici… in PDF! :)

    • sednonsatiata permalink
      dicembre 22, 2008 12:02 am

      @Clockwise – per carità, lungi da me il pensiero di voler soppiantare del tutto “il libro”… ne soffrirei io prima di tutti! L’idea è di integrare, aggiungere nuove modalità di fruizione, un po’ come per l’ascolto della musica (concerto, mp3, vinile, casse, cuffie, wav, computer, stereo, player portatile…). Credo sia possibile farlo anche per il libro, senza eliminare nessuno dei mezzi finora utilizzati. Ecco.

  3. Il tuo compagno del SanRaffa...tanto lo sai permalink
    dicembre 21, 2008 11:40 pm

    Io sono feticista del libro fatto di pagine.

    Ti posso dire (data la mia esperienza) che le pagine con cui vengono stampati i libri (o i quotidiani) che noi OGGI leggiamo sono destinate a scomparire nei prossimi 50 anni.

    Polvere ritorneranno…

    Sembra un controsenso, ma questo non succede a libri che sono stati stampati centinaia d’anni fa.

    Forse che noi, con la nostra società usaegetta, stiamo rendendo il libro solo prodotto commerciale di consumo destinato a svanire e non un piacere eterno?

    Ai posteri l’ardua sententia…

    Per internet questa è la mia soluzione:

    si possono pubblicare a 0’99 cent. in internet solo dopo un anno dalla pubblicazione, così per accontentare case editrici, scrittori e vari intermediari.

    Un sorta di iTunes books a scoppio ritardato.

    PS: Sono anche io un fan di Lifegate, maledetta.

    PPS: Voglio un mio sito wordpress uffi.

    PPPS: Buone feste.

    • sednonsatiata permalink
      dicembre 22, 2008 12:09 am

      @Nicola – lo sai benissimo che feticista lo sono anche io… il problema è che negli ultimi anni ci sono stati vistosi tagli nei costi, ergo i materiali usati per la stampa sono talmente fragili che non ho dubbi che tra cinquant’anni saranno polvere. La pergamena la si raschiava e ci si scriveva di nuovo (il palinsesto, presente?), oggi sarebbe impossibile fare una cosa del genere. Mi vengono in mente i libri della Mondadori (carta scura, ruvida, molto propensa a deteriorarsi)… E infatti, come ben sai, preferisco Einaudi.
      Per quanto riguarda la possibilità di pubblicare un anno dopo, succederebbe esattamente come per i film ora: nessuno comprerebbe e aspetterebbero tutti che uscisse la versione più economica. Secondo me la scelta deve essere fatta a prescindere dal prezzo. Deve essere una scelta di funzionalità.
      Dalla puntata Gola di LifeGate sono appena tornata.
      Il sito wordpress è ridicolmente semplice da fare.
      Parti?

  4. Il tuo compagno del SanRaffa...tanto lo sai permalink
    dicembre 22, 2008 8:06 pm

    Io non intendevo la pergamena…mi riferivo ai libri del 1700, 1800.

    Purtroppo anche gli Einaudi e gli Adelphi un giorno spariranno…(secondo me i libri Monadadori dureranno in eterno….come il loro “capo”…che tristezza).

    Ripensandoci credo che mettere gli e books sia una meravigliosa utopia culturale: libri e cultura per tutti.
    Ma se uno non legge nella vita vera, non legge nemmeno su internet o davanti ad uno schermo.
    Per cui io abbasserei i prezzi per vedere che succede.

    Non dimentichiamoci che rendere la cultura a portata di tutti non ha mai funzionato.
    Da Gennaio 2009 nuovo sito wordpress (sto pensando al nome)
    Non so ancora se parto.
    Non so ancora se vado a Fuerteventura a fare surf una settimana.
    Poi si studia duro.
    Domani sono a fare compere a Milano.
    Tra poco faccio ricarica.

  5. febbraio 27, 2009 9:44 am

    Una possibile soluzione sarebbe l’invenzione di un nuovo formato che mantenga le caratteristiche di versatilità che rendono appetibile il suo utilizzo su un supporto elettronico (la ricerca di parole chiave in primis), ma che riesca a tutelare i diritti delle case editrici e degli autori stessi. E’ solo un compromesso, in realtà, ma permetterebbe di avere una serie di vantaggi sulla distribuzione del prodotto.

    Tu parli di un formato già esistente, di problematiche già risolte (e qui il DRM c’entra, eccome). Mescola un formato proprietario (AZW) con un supporto protetto con il DRM e hai ottenuto Kindle.

    Citando Wikipedia:
    Users can download content from Amazon in the proprietary Kindle format (AZW), or load unprotected Mobipocket (PRC, MOBI) or plain text content. Amazon offers an email-based service that will convert HTML, DOC (Microsoft Word), PDF, JPEG, GIF, PNG, and BMP documents to AZW

    Vuoi il tuo libro? Compralo in AZW. Hai un pdf legale? Usa il loro servizio email (*dlin dlon* Inviaci un pdf illegale e sapremo chi sei!) sperimentale per fartelo convertire. Altrimenti usa altri formati, come il buon vecchio txt: a meno di non usare l’OCR con lo scanner (e imprecare ad ogni parola mal riconosciuta), è impossibile passare da un libro fotocopiato a file di testo.

    Questo lo so perchè l’ho scoperto a mie spese, accipicchia. Avere un supporto spesso meno di 1cm di simil-carta che non ti brucia gli occhi, su cui puoi portare tutti i tuoi libri… è un po’ il mio sogno.

    Buona giornata!

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