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Manuale del perfetto neoelettore

settembre 4, 2010

“La prima speranza di una nazione è riposta nella corretta educazione della sua gioventù”

Una citazione degna di un discorso tenuto in piena campagna elettorale, soprattutto in questi tempi bui. La situazione politica attuale è letteralmente sull’orlo di un precipizio. Sul fondo, niente di buono.

Per capire, ad ogni modo, per poter davvero cogliere fino in fondo il significato degli avvenimenti attuali, è indispensabile avere una buona conoscenza della Storia del proprio paese.

Quel che non cessa mai di sorprendermi è la mancanza di coerenza nello svolgimento del programma ministeriale di Storia.

In teoria, secondo il decreto n.682 del 4/11/96 , la suddivisione annuale del programma di Storia dovrebbe essere la seguente:

1° anno: dalla Preistoria ai primi due secoli dell’Impero Romano;
2° anno: dall’età dei Severi alla metà del XIV secolo;
3° anno: dalla crisi socio-economica del XIV secolo alla prima metà del Seicento;
4° anno: dalla seconda metà del Seicento alla fine dell’Ottocento;
5° anno: il Novecento.

Sfortunatamente nella stragrande maggioranza dei casi si riesce ad arrivare soltanto alla fine della Seconda Guerra Mondiale, con qualche accenno alle origini dell’Unione Europea. Viene tagliata fuori tutta la seconda metà del Novecento. Chi ha finito la scuola negli anni ’70 si ricorda di aver fatto tutto il programma fino all'”attualità”.  Sono passati 40 anni, ma a quanto pare i programmi sono rimasti invariati.

Ora, uno studente del liceo compie 18 anni proprio durante l’ultimo anno di Liceo, e proprio quando compie 18 comincia a votare.

E vota in un’Italia che non è quella degli anni ’50, è un’Italia profondamente diversa. E’ l’Italia del dopo “Mani pulite”, la P2,  Craxi, le stragi di Capaci e via d’Amelio… e tante altre, che la maggior parte dei neoelettori ignora.

Le ultime lezioni di storia dovrebbero finire col giornale in mano, non con la CECA.

Non è pensabile che un giovane possa votare in maniera libera e informata se non conosce la storia del proprio paese.

Non è giusto che il voto sia influenzato più dalla “tradizione di famiglia” per quanto riguarda il colore politico, da quel che mamma e papà dicono sia giusto o meno.

E’ compito della scuola, senza ombra di dubbio, garantire informazioni oggettive e libere ai propri studenti, soprattutto riguardo ai fatti storici degli ultimi 50, 60 anni.  Soprattutto in un periodo della formazione tanto importante.

“La prima speranza di una nazione è riposta nella corretta educazione della sua gioventù”

Una frase che vorrei tanto sentire in un discorso tenuto in campagna elettorale. E invece no.

E’ di Erasmo da Rotterdam, XVI secolo.

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5 commenti leave one →
  1. settembre 5, 2010 12:08 am

    E’ vero quello che dici, l’educazione e la cultura sono le fondamenta. Senza di quelle si rischia il disastro. Oltre la storia, secondo me è necessario trasmettere valori che oggi non vengono assolutamente toccati e trasmessi. Ti segnalo anche il post che ho scritto recentemente sulla politica che vorrei. http://www.fabiolalli.com/2010/08/26/la-politica-che-vorrei/

  2. Nicola Greco permalink
    settembre 5, 2010 12:32 am

    Ti dirò..
    Qui, in Oxford, si studia per due anni (4° e 5°) la storia che va dal 1900 ad oggi.

    :)

  3. settembre 5, 2010 7:49 am

    Non si vota con i libri d storia si vota sui programmi si vota sul presente e sul futuro si vota cercando di influenzare il futuro programmatico di una nazione, non si dovrebbe votare per ideologia ma perché i programmi e medio lungo termine ci convincono.
    La storia degli ultimi 20 annI può forse letta dalle fonti con articoli di giornale ma quali quando gli stessi cronisti descrivono le vicende con la lente deformante delle ideologie? La scuola dovrebbe dare gli strumenti per interpretare e la voglia di scoprire dovrebbe fornire la voglia di hyperlinkare ogni cosa che non si capisce

  4. settembre 5, 2010 8:13 am

    La storia non è una semplice esposizione di fatti ma comprende per forza un interpretazione.
    Trovo utopistico che si possa quindi insegnare efficacemente la storia più recente.
    Per rendere l’idea cosa ne penseresti se il taglio critico del periodo di Mani Pulite (che è tuttora perfettamente attuale) lo scegliesse un ministro nominato da Berlusconi?

    • sednonsatiata permalink
      settembre 5, 2010 12:34 pm

      Direi che ancora di più sarebbe consigliato che queste cose fossero insegnate! Perché poi, appena usciti da scuola, i ragazzi sono immersi proprio in questa realtà. Che senso ha tentare di proteggerli e non esporli ai fatti, se poi devono affrontare le stesse menzogne e manipolazioni? E’ vero, un taglio sbagliato può essere pericoloso… ma non credo sia utopico fare dei programmi quantomeno bilanciati nell’esporre dei fatti che, dopotutto, sono oggettivi.

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